videosorveglianza privacy: normative GDPR 2020

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Le regole per installare telecamere secondo il GDPR

 

Le regole aggiornate per l’installazione delle telecamere di videosorveglianza

 

. Il datore di lavoro può installare un sistema di videosorveglianza nelle sedi di lavoro?
. Occorre avere una autorizzazione del Garante per installare le telecamere?
. In che modo si fornisce l’informativa agli interessati?
. Per quanto tempo si possono conservare le immagini relative alle registrazioni?
. Si possono utilizzare telecamere di sorveglianza casalinghe c.d. smart cam?

Queste sono alcune delle domande che ci vengono sottoposte dai nostri clienti.

I chiarimenti si sono resi necessari in ragione delle nuove previsioni introdotte dal Regolamento 2016/679, alla luce delle quali va valutata la validità del provvedimento del Garante in materia, che risale al 2010 e contiene prescrizioni in parte superate.

Le Faq tengono conto anche delle Linee guida recentemente adottate sul tema della videosorveglianza dal
Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) e contengono un modello di informativa semplificata redatto proprio sulla base
dell’esempio proposto dall’EDPB.

Le Faq, disponibili da oggi sul sito dell’Autorità www.garanteprivacy.it, contengono indicazioni di carattere generale ispirate alle
risposte fornite a reclami, segnalazioni, quesiti ricevuti dall’Ufficio in questo periodo.

Il Garante ha chiarito, ad esempio, che l’attività di videosorveglianza va effettuata nel rispetto del principio di minimizzazione dei
dati riguardo alla scelta delle modalità di ripresa e alla dislocazione dell’impianto, e che i dati trattati devono comunque essere
pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite.
In base al principio di responsabilizzazione, poi, spetta al titolare del trattamento (un’azienda, una pubblica amministrazione, un professionista, un condominio…) valutare la liceità e la proporzionalità del trattamento, tenuto conto del contesto e delle finalità dello stesso, nonché del rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche.
Il titolare del trattamento deve, inoltre, valutare se sussistano i presupposti per effettuare una valutazione d’impatto sulla
protezione dei dati prima di iniziare il trattamento.
In merito all’informativa agli interessati, l’Autorità ha chiarito che può essere utilizzato un modello semplificato (esempio un
cartello) contenente le informazioni più importanti e collocato prima di entrare nell’area videosorvegliata, in modo che gli
interessati possano capire quale zona sia coperta da una telecamera.

Di particolare importanza, infine, le indicazioni sui tempi dell’eventuale conservazione delle immagini registrate: salvo specifiche
norme di legge che prevedano durate determinate, i tempi di conservazione devono necessariamente essere individuati dal titolare
del trattamento in base al contesto e alle finalità del trattamento, nonché al rischio per i diritti e le libertà delle persone.
Al riguardo il Garante ha sottolineato che i dati personali dovrebbero essere – nella maggior parte dei casi (ad esempio se la videosorveglianza
serve a rilevare atti vandalici) – cancellati dopo pochi giorni e che quanto più prolungato è il periodo di conservazione previsto, tanto
più argomentata deve essere l’analisi riferita alla legittimità dello scopo e alla necessità della conservazione.
(Roma, 5 dicembre 2020)

Tesser Antenne si occupa delle procedure burocratiche propedeutiche alla regolarizzazione degli impianti di videosorveglianza.
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